Metallo=brutto. Dipende.


Quelli come me, cresciuti negli anni 60/70, associano gli arredamenti metallici a dei mobili si solidi, ma brutti, con quel colore grigio topo, mobili con ante scorrevoli squadrate, scrivanie con tubo metallico piegato, che vedevi quando venivi accompagnato a una visita medica. Mi mettevano tristezza quando li vedevo.

La ditta Dieffebi negli anni ha preso la decisione di andare controcorrente, al di fuori degli schemi classici. Ponendosi una domanda alla base di tutto, "Cosa devo far per innovare questo prodotto, renderlo bello e desiderato, e creare un futuro solido a questo marchio?". La risposta poteva essere solo una, rivolgersi a giovani designers, con idee nuove, con una voglia di percorrere nuove strade, mai battute. Hanno dato carta bianca a una serie di architetti, penso a Paolo Favaretto, Giammarco Blini, o a L'Hangar Design Group, (mi perdoneranno tutti gli altri che non ho citato), e questi hanno ripagato la fiducia accordata con nuove idee e nuove soluzioni da apportare al settore dell'arredo metallico.


Serie Dot Box.

Colore, pulizia delle forme, ergonomia, robustezza, qualità dei manufatti.

Questi sono i dogmi adottati della Dieffebi, che l'hanno portata a diventare negli anni l'azienda di riferimento di questo settore.

Con Dieffebi anche gli armadi spogliatoio possono essere unici.





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